ARIACS in audizione al Senato

L’intervento di ARIACS al Senato evidenzia le principali criticità delle fondazioni lirico-sinfoniche e propone azioni per un settore più trasparente, stabile e sostenibile.

ARIACS in audizione al Senato: le questioni centrali per il futuro del settore

L’11 novembre 2025 ARIACS – Associazione dei Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli – è stata ascoltata in audizione presso il Senato della Repubblica.
A intervenire è stato Franco Silvestri, Presidente di ARIACS, affiancato in sede istituzionale da Marco Frusoni, Tesoriere dell’associazione.

L’intervento ha offerto una panoramica chiara sulle principali criticità che interessano il comparto lirico-sinfonico, evidenziando la necessità di un sistema più trasparente, stabile e rispettoso del lavoro degli artisti e dei solisti, spesso dimenticati nel dibattito pubblico.

ARIACS - Audizione in Senato - Franco Silvestri e il senatore Francesco Verducci

I temi presentati da ARIACS

1. Identità e rappresentatività delle agenzie italiane

ARIACS è l’unica associazione nazionale che riunisce le agenzie di rappresentanza artistica operanti nella lirica, nella sinfonica e nella concertistica, riconosciuta ai sensi della Legge 4/2013. La sua presenza istituzionale è fondamentale per salvaguardare la professionalità del settore, ancora oggi minacciato da operatori privi di standard deontologici e da una concorrenza non sempre fondata su principi etici.

2. Natura giuridica delle fondazioni lirico-sinfoniche

Silvestri ha richiamato l’attenzione su una ambiguità strutturale: le fondazioni sono formalmente private, ma finanziate quasi interamente da capitale pubblico (con l’eccezione della Scala). Questo genera incertezza nella governance, nella trasparenza e nelle modalità di interlocuzione con gli operatori. La domanda resta aperta: queste istituzioni devono essere considerate pubblico a partecipazione privata o privato a partecipazione pubblica?

3. Disparità territoriali tra fondazioni “maggiori” e “minori”

Il Paese presenta fondazioni molto solide (Verona, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Torino, Palermo) e altre “figlie di un dio minore”, come Genova, Bologna, Bari, Cagliari e Trieste, che faticano nel reperire risorse e investimenti. Questa distanza si riflette sulla produttività, sulla qualità delle programmazioni e sulla stabilità dei lavoratori.

4. Sinergie produttive insufficienti e autoreferenzialismo

La mancanza di cooperazione tra fondazioni – evidenziata dallo scarso utilizzo di coproduzioni e dalla tendenza a creare nuovi allestimenti identici in città diverse – genera sprechi significativi. ARIACS sostiene che una programmazione condivisa permetterebbe di ottimizzare i costi, incrementare le recite per gli artisti e ridurre l’autoreferenzialismo che alimenta una “concorrenza fra poveri”.

5. Confusione nei ruoli apicali

In alcune fondazioni permane una sovrapposizione tra funzioni amministrative e artistiche, come la figura del sovrintendente che ricopre anche l’incarico di direttore artistico. Questa situazione produce inefficienze, conflitti interni e incertezza decisionale, creando ulteriore instabilità nel rapporto con artisti e agenzie.

6. Carenze di organico e ricorso al precariato

Molte fondazioni lavorano oggi con organici drasticamente ridotti rispetto ai fabbisogni funzionali. Il ricorso massiccio a lavoratori a chiamata – dai professori d’orchestra agli artisti del coro, fino alle maestranze tecniche – compromette qualità, continuità produttiva e stabilità del personale.

7. Rispetto insufficiente delle direttive ministeriali

Silvestri ha ricordato che molti obblighi previsti dalle normative non vengono applicati: tempi di pagamento entro 60 giorni, equo compenso, valorizzazione degli artisti italiani, responsabilità dei manager in caso di disavanzi. La mancanza di sanzioni reali rende queste prescrizioni inefficaci.

8. Proprietà e adeguatezza degli spazi secondo la Legge 800

Nonostante la legge richieda che le fondazioni dispongano di un immobile di proprietà, alcune realtà operano ancora in sedi non conformi. Questo aumenta i costi e limita la capacità di offrire servizi stabili e competitivi.

9. Corpi di ballo e valorizzazione dell’arte coreutica

Il settore della danza è segnato da precarietà e mancanza di organici stabili. ARIACS ha sottolineato l’importanza di una riforma che eviti l’istituzionalizzazione del precariato e garantisca ai ballerini condizioni lavorative e pensionistiche dignitose.


Video dell’audizione

ARIACS rende disponibile il video integrale dell’intervento, allegato a questo articolo, per favorire un approfondimento completo da parte di operatori, istituzioni e artisti.

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